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ESPERIENZE LAVORATIVE

ESPERIENZE LAVORATIVE
PRESTAZIONI SANITARIE DI TIPO TECNICO

OPERATORE SOCIO SANITARIO

OPERATORE SOCIO SANITARIO
Qualifica professionale inferiore a quella degli infermieri nata come figura di supporto, ha mansioni simili a quelle degli IP distinte in opera coopera collabora, ma di fatto partecipa alle medesime attività e prestazioni dei preposti ed è esposto agli stessi rischi. Può operare in tutte le strutture saniatrie Aziendali, convenzionate private e come assistenza domiciliare integrata, o come libero professionista.

VOLONTARIA CRI

VOLONTARIA CRI
O.S.S. soccorritrice C:R:I. Comitato di Stardella

venerdì 19 agosto 2016

10 regole per l'assistenza sanitaria agli immigrati

10 REGOLE PER L'ASSISTENZA SANITARIA AGLI IMMIGRATI

  1. Tutti gli stranieri non appartenenti all'Unione Europea che si trovano in Italia con regolare permesso di soggiorno per i motivi: lavoro, motivi famigliari, asilo politico, asilo umanitario, richiesta di asilo, attesa di adozione, affidamento, acquisto della cittadinanza, hanno l'obbligo di iscriversi al Servizio sanitario nazionale. Imponendo l'obbligatorietà si vuole facilitare la tutela della salute degli stranieri anche a garanzia della salute di tutti. 
  2. Con l'iscrizione si hanno gli stessi diritti e doveri di assistenza che vengono riconosciuti ai cittadini italiani. Questo rende tutto più facile:quello che è previsto per i cittadini italiani ad esempio medicina preventiva, medicina generale, visite ed esami specialistici, ricoveri, assistenza farmaceutica, esenzione ticket, etc.., vale anche per gli stranieri immigrati iscritti al Ssn.
  3. L'assistenza è garantita anche ai famigliari a carico che soggiornano regolarmente.
  4. L'iscrizione si effettua presso l'Asl di residenza o di dimora, cioè quella che è stata indicata sul permesso di soggiorno, e vale fino allo scadere del permesso di soggiorno, i documemti necessari da presentare sono il permesso di soggiorno, il codice fiscale e il certificato di residenza. Se lo straniero non ha la residenza  italiana, dovrà presentare una sua dichiarazione scritta di dimora abituale. Nel caso in cui uno straniero che  ne ha obbligo/diritto, non ha ancora formalizzato la sua iscrizione, riceverà comunque assistenza in caso di necessità, anzi in questo caso l'iscrizione sarà fatta d'ufficio. Per mantenere l'iscrizione una volta scaduto il permesso di soggiorno, è sufficiente presentare all'anagrafe sanitaria il cedolino della richiesta di rinnovo che viene rilasciato dalla Questura.
  5. Gli stranieri studenti, collocati alla pari, e quelli con permesso di soggiorno per altri motivi per esempio per residenza elettiva, o motivi religiosi, hanno due possibilità: possono sottoscrivere una polizza assicurativa privata riconosciuta in Italia contro il rischio di malattie e infortunio e per la tutela della maternità, o iscriversi volontariamente al Ssn pagando una quota fissa annuale che varia a secondo della tipologia di permesso. Con l'iscrizione volontaria al Ssn possono essere assistiti anche eventuali figli a carico, questo vuol dire che questi bambini possono avere il pediatra di libera scelta. Questa iscrizione ha validità annuale e va quindi rinnovata.
  6. Se lo straniero possiede un permesso di soggiorno per breve durata, per esempio per affari o per turismo, deve avere un'assicurazione privata, o in alternativa pagare per intero tutte el cure e prestazioni eventualmente ricevute. Queste due categorie non possono quindi iscriversi al Ssn.
  7. Anche per gli stranieri irregolari, cioè privi di permesso di soggiorno valido, sono comunque garantite, nei presidi pubblici e privati accreditati, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, anche continuative, per malattia e infortunio e gli interventi di medicina preventiva. In particolare vengono assicurati:     La tutela della gravidanza e della maternità;
    La tutela della salute del minore;
    Le vaccinazioni e gli interventi di profilassi internazionale;
    La profilassi, la diagnosi, e  la cura delle malattie infettive
     L'erogazione di queste prestazioni è legata ad una tessera/codice "STP" (Straniero Temporaneamente Presente) rilasciato dalle Aziende sanitarie.
    Queste disposizioni nascono soprattutto ad esigenze di sanità pubblica perchè la clandestinità sanitaria non conviene a nessuno!!
    Per cure "essenziali" si intendono "le prestazioni sanitarie, diagnostiche e terapeutiche, di patologie che non sono pericolose nell'immediato e a breve termine, ma che con il passare del tempo potrebbero recare maggiore danno alla salute o un vero e proprio rischio per la vita (complicanze, cronicizzazioni, aggravamenti)".
  8. Se lo straniero risulta indigente, le prestazioni citate al punto 7. sono assicurate senza spese a loro carico, ad eccezione dei casi in cui, come avviene per gli stranieri regolare e per gli italiani, sia previsto il pagamento del ticket. Lo stato di indigenza deve essere dichiarato compilando un modulo che è allegato alla circolare ministeriale n. 5/2000.
  9. La legge vieta alle strutture sanitarie di segnalare alle autorità di polizia la presenza di irregolari, tranne nei cas in cui sia obbligatorio il referto, come per gli utenti italiani. Se ciò avvenisse in brevissimo tempo nessun clandestino si rivolgerebbe più alle strutture sanitarie e questo è proprio quello che bisogna evitare! Non ci sarebbe infatti nessun'altra possibilità efficace di verificare le condizioni di salute di queste persone che comunque sono presenti sul nostro territorio nazionale, a tutela della salute dell'intera collettività!! Inoltre il compito degli operatori e dell'organizzazione sanitaria è di aiutare chi sta male.
  10. Chi vuole venire in Italia per essere curato deve prima ottenere un visto di ingresso e un permesso di soggiorno per cure mediche. Per ottenerlo è necessario soddisfare una serie di requisiti e adempimenti di natura giuridico-amministrativa (dichiarazione della struttura sanitaria prescelta, pubblica o privata accreditata, che indichi il tipo di cura e la sua presumibile durata), economica (versamento alla stessa struttura di un deposito cauzionale pari al 30% del costo complessivo presumibile delle prestazioni richiesta), e sociale (documentazione comprovante disponibilità di vitto e alloggio fuori dalla struttura sanitaria e di rimpatrio per l'assistito e per un eventuale accompagnatore).
Queste regole sono state stabilite dal Ministero della Salute e interessano gli operatori sanitari, ma anche tutti i cittadini italiani e gli stranieri e vogliono venire in Italia o che sono già presenti sul territorio nazionale.
Se sei uno straniero e la tua posizione non è regolare non hai nulla da temere recandoti in ospedale se hai problemi di salute. Come hai potuto leggere non spetta a noi sanitari denunciare le persone o occuparci di clandestinità.. Il nostro compito è solo ed esclusivamente quello aiutare tutti coloro che stanno male. Attraversi l'assistenza e la cura del benessere fisico del singolo, miglioriamo la qualità di vita e salute di tutta la collettività.
Alessia Pozzi

lunedì 8 agosto 2016

Articoli di informazione sulle prestazioni sanitarie: INFILTRAZIONE ARTICOLARE










INFILTRAZIONE ARTICOLARE DI SOSTANZA

L'infiltrazione di sostanze farmacologiche all'interno delle articolazioni rappresenta una valida soluzione a molte patologie dell'apparato osteo-muscolare.
Si distinguono due diversi tipi di trattamenti infiltrativi, uno è a base di cortisonici l'altro a base di acido januronico. Inoltre si distinguono anche in base alla zona infiltrata con il farmaco, fra trattamento intra-articolare e peri-articolare. Nel primo caso la sostanza viene infiltrata direttamente all'interno dell'articolazione, mentre il secondo viene infiltrato nei tessuti muscolari, sottocutanei, tendinei e ossei.
Il trattamento a base di cortisone è prevalentemente utilizzato nelle varie forme infiammatorie, e l'effetto del farmaco è locale e spesso si associa con l'anestetico sempre localmente, per lenire il dolore. I cortisonici maggiormente utilizzati sono il triacinolone acetato, il metilprendisone acetato e il desametasone fosfato, mentre come anestetico si utilizza solitamente la carbocaina o la mepicaina.
Le infiltrazioni a base di acido januronico, a basso o ad alto peso molecolare, viene generalmente utilizzato per le infiltrazioni intra-articolari, e il suo effetto è trofico sulla cartilagine e di visco- supplementazione all'articolazione.
Spesso il trattamento non risolve il problema con una sola infiltrazione, ma viene programmato un ciclo di 3-4 procedure a scadenza settimanale.

PROCEDURA  

Come abbiamo detto l'infiltrazione consiste nell'iniezione di una sostanza medicamentosa nel cavo articolare o nei tessuti da trattare attraverso un ago montato su una siringa.
Se si osservano le comuni norme igieniche non causa rischi particolari.
Il materiale necessario per l'esecuzione consiste in guanti sterili e non, una siringa delle dimensioni necessarie a contenere il farmaco, un ago di dimensioni sufficienti, batuffoli sterili e non e disinfettante per la zona da trattare. A seconda della zona trattare e se l'esame va eseguito all'interno dell'articolazione dovremo allargare il campo sterile e valutare il tipo guanti che dovrà utilizzare l'operatore che esegue la procedura.
Solitamente l'infiltrazione non provoca effetti collaterali, ma vanno comunque seguite alla lettera le indicazione prescritte e osservare un breve periodo di riposo.
La procedura è indicata in caso di:
Artrosi
Artrite reumatoide
Idartri
Periartriti
Tendiniti, epicondiliti, sindrome del tunnel carpale e tarsale, dita a scatto, rizoartrosi

Le controindicazioni al trattamento di distinguono in : 
Assolute: 
sospetta artrite settica o sepsi batterica
strati settici cutanei locali
allergie al farmaco
fratture all'articolazione da infiltrare
alterazione della coagulazione incontrollabile

Mentre come già sappiamo le complicanze sono rare, tuttavia possono manifestarsi:
infezioni superficiali
artrite settica
recidiva del versamento articolare
emartro
ecchimosi sottocutanea
dolore locale
atrofia cutanea e sottocutanea
effetti sistemici come rialzo della glicemia e della pressione sanguigna.

sabato 6 agosto 2016

ARTICOLI INFORMAZIONE SUI SERVIZI SANITARI: ARTROCENTESI

INFORMAZIONI SULL'ARTROCENTESI

La formazione di liquido all'interno di un'articolazione rappresenta una delle patologie più frequenti. In teoria tutte le articolazioni rivestite da tessuto sinoviale potrebbero produrre versamento al loro interno, ma in alcune articolazioni, per esempio le interfalangee, a causa delle ridotte dimensioni, è difficile riuscire ad estrarre questo liquido. L'articolazione maggiormente interessata da questa procedura è sicuramente il ginocchio. L'artrocentesi consiste nel drenare la raccolta di liquido all'interno dell'articolazione, può essere eseguita a scopo diagnostico e/o terapeutico. Ad esempio nel caso di versamenti di origine traumatica  il liquido raccolto è sangue, lo svuotamento ho lo scopo di ridurre la tensione all'interno dell'articolazione riducendo il dolore. Mentre nelle raccolte di liquido sinoviale non traumatiche, oltre a diminuire il dolore, lo scopo è anche quello di eseguire test diagnostici per formulare la diagnosi di patologia reumatica, o di artriti settiche con presenza di liquido purulento, per stabilire una terapia antibiotica mirata.
  

Procedura

L'artrocentesi sia a carattere diagnostico che terapeutico è di facile esecuzione e, seguendo le comuni norme igieniche non comporta rischi; il materiale necessario per l'esecuzione consiste in guanti sterili e non sterili per la preparazione del materiale, un rasoio per tricotomia se necessario, una siringa da 20 ml o superiore a seconda della quantità di liquido presente, un ago da 18 G o superiore, un telino sterile, batuffoli sterili e disinfettante per creare il campo sterile. A seconda dell'articolazione da svuotare esistono procedure differenti per raggiungere il punto preciso dell'articolazione. Se si desidera inviare un campione di liquido estratto alle analisi, sarà necessario versarlo in un contenitore o provette sterili precisando i dati del paziente. Gli aspirati di origine non traumatica vengono sottoposti ad esami microscopici e biochimici allo scopo di cercare cellule infiammatorie e cristalli, a colorazione di Gram per la ricerca di batteri ed eventuali test immunologici.
Dopo l'esecuzione di un artrocentesi il malato può tranquillamente riprendere la propria vita dopo un breve periodo di riposo, è necessario applicare ghiaccio localmente per evitare la riformazione di liquido.  
  
L'artrocentesi è indicata nei casi di:

 ● Emartri post-traumatici o nella malattia emofiliaca
 ● Idrarti con raccolta di liquido sieroso purulento 
● Diagnosi di malattie reumatiche 
Non esistono controindicazioni specifiche, l'unica attenzione da porre riguarda i pazienti scoagulati per i quali l'artrocentesi va eseguita solo se strettamente necessaria, in quanto potrebbe provocare un peggioramento dell'ematrio.
 Le complicanze dopo l'esecuzione della procedura sono rare, e riguardano:
 ● Infezioni superficiali 
● Artrite settica
 ● Recidiva di versamento articolare
 ● Emartro
 ● Dolore locale

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Alessia Pozzi