Powered By Blogger

ESPERIENZE LAVORATIVE

ESPERIENZE LAVORATIVE
PRESTAZIONI SANITARIE DI TIPO TECNICO

OPERATORE SOCIO SANITARIO

OPERATORE SOCIO SANITARIO
Qualifica professionale inferiore a quella degli infermieri nata come figura di supporto, ha mansioni simili a quelle degli IP distinte in opera coopera collabora, ma di fatto partecipa alle medesime attività e prestazioni dei preposti ed è esposto agli stessi rischi. Può operare in tutte le strutture saniatrie Aziendali, convenzionate private e come assistenza domiciliare integrata, o come libero professionista.

VOLONTARIA CRI

VOLONTARIA CRI
O.S.S. soccorritrice C:R:I. Comitato di Stardella

sabato 25 marzo 2017

Come effettuare un efficace enteroclisma.

Corretta procedura per effettuare il clistere evacuativo.

Con il termine clisma evacuativo o enteroclisma (dal greco: enteron=intestino e klisma=lavanda), si intende l'introduzione nell'ultimo tratto dell'intestino di una determinata quantità di liquido.
Viene effettuato allo scopo di svuotare l'ultimo tratto dell'intestino di pazienti affetti da stipsi oppure per la preparazione ad interventi chirurgici o esami endoscopici e/o radiologici.
Il clisma evacuativo viene prescritto dal medico e nel caso in cui necessiti di sonda rettale per risalire più in profondità l'intestino ed ammorbidire le feci facilitandone il transito, l'operazione deve essere effettuata da un infermiere professionale.
La stimolazione della peristalsi viene provocata dall'introduzione di liquidi nel retto, distendendone e irradiandone la mucosa attraverso un'azione combinata di tipo meccanico, chimico osmotico e termico:
  • l'azione meccanica è data dal volume di liquidi introdotti che provoca la distensione delle pareti intestinali;
  • l'azione chimica o osmotica è determinata dalla sostanza utilizzata per preparare la soluzione che può essere irritante per la mucosa o può per effetto osmotico, richiamare liquidi negli spazi extracellulari nel lume intestinale;
  • l'azione termica è data dalla temperatura della soluzione introdotta.

Materiale necessario.
  • guanti monouso;
  • sostegno per irrigatore (se si possiede);
  • sonda rettale;
  • soluzione prescritta o preconfezionata per clistere;
  • lubrificante;
  • padella o comoda;
  • traversa monouso;
  • occorrente per l'igiene personale.

Procedura.
  • fornire al paziente tutte le informazioni necessarie relative alla procedura che stiamo per effettuare;
  • individuare un locale idoneo che possa garantire riservatezza per il paziente;
  • proteggere il letto con una o due cerate o traverse monouso;
  • scaldare la soluzione fino ad una temperatura di 37 39 gradi centigradi;
  • eseguire un lavaggio sociale delle mani e indossare i guanti;
  • eliminare l'aria dal tubo di raccolta facendo defluire il liquido;
  • far assumere al paziente la posizione di decubito laterale sinistro flettendo la gamba destra, a livello del sigma l'intestino compie una leggera curvatura verso sinistra per questo assumendo una posizione laterale di sicurezza il paziente si trova ad essere ad un livello più basso dell'ano;
  • lubrificare l'estremità della sonda;
  • sollevare il gluteo superiore per assicurarsi una buona visuale dell'orifizio anale;
  • introdurre delicatamente con movimento rotatorio la sonda nel retto per circa 7-10 cm seguendo la linea ano-ombelico.
  • Posizionare l'irrigatore ad altezze diverse rispetto all'effetto che si vuole ottenere:
  1. Clistere evacuativo ad alta pressione: altezza dell'irrigatore dal piano del letto è di circa 80-90 cm
  2. Clistere evacuativo a pressione media: quando l'altezza dell'irrigatore dal piano del letto è di circa 50 cm.
  3. Clistere evacuativo a bassa pressione: quando l'altezza dell'irrigatore dal letto è di circa 30 cm.
  • collegare la sonda all'irrigatore e aprire il rubinetto lasciando defluire lentamente la soluzione;
  • terminata l'infusione rimuovere delicatamente la sonda e chiedere al paziente di ritenere la soluzione per 10 75 minuti per ottimizzarne l'effetto; posizionare a padella o accompagnare in comoda l'assistito
  • dopo l'evacuazione effettuare una buona cura igienica alla persona;
  • riordinare il materiale utilizzato
  • se richiesto documentare quanto di competenza della procedura effettuata sulla cartella del paziente.
Ci sono alcune precauzioni da adottare durante la procedura, ad esempio se durante l'inserimento della sonda si incontra una leggera resistenza dello sfintere interno chiedere al paziente di effettuare un respiro profondo, se la resistenza persiste sfilare la sonda e segnalare il fatto al medico; se durante la procedura il paziente lamenta dolore sensazione di pienezza interrompere subito il flusso per 30 secondi poi riavviarlo con un flusso più lento; se il paziente sono riesce più trattenere chiudere il rubinetto e sfilare la sonda rettale; se per condizioni cliniche il paziente assume una posizione obbligatoria che impedisce il posizionamento corretto in decubito laterale sinistro, è necessario porre maggiore attenzione nell'inserimento della sonda rettale. In questi casi sarebbe opportuno garantire al paziente una attenta sorveglianza.
Gli enteroclismi sono generalmente controindicati nei casi di occlusione intestinale meccanica, di peritonite, recente anastomosi (8-10 giorni) dell'ultimo tratto del colon e malattie infiammatorie croniche all'intestino.

Si possono riscontrare complicanza se la sonda rettale vine introdotta troppo profondamente o se la soluzione viene introdotta ad una pressione eccessiva possono verificarsi abrasioni me perforazioni del retto e del sigma.

martedì 14 marzo 2017

Come lavarsi le mani in modo corretto ed efficace.

Anche il comune gesto di lavarsi le mani, in ambito sanitario viene regolamentato da protocolli e procedure diversi in base alla prestazione che ci si appresta a compiere.
Questo perchè tale operazione, è considerata la misura di prevenzione più importante nel controllo delle infezioni ospedaliere, in quanto rappresenta da sola, la prima misura in grado di ridurre il tasso di infezioni.
Le mani degli operatori sanitari sono il veicolo (mezzo attraverso il quale i microrganismi viaggiano per giungere ad un nuovo ospite) principale di trasferimento di patogeni da un paziente all'altro e dai pazienti agli operatori stessi.
I principi preliminari da rispettare sono:
adottare un diverso lavaggio delle mani a seconda di
  • grado di contaminazione delle mani
  • grado di rischio della attività da svolgere
  • recettività del paziente
considerando le finalità perseguite e la loro esecuzione, distinguere tre modalità di lavaggio, più uno  a secco
  1. Lavaggio Sociale
  2. Lavaggio antisettico
  3. Lavaggio Preoperatorio
  4. Frizione con soluzione alcolica 
che a loro volta si differenziano in base a 
  • sostanza utilizzata
  • durata del lavaggio
  • tempo di contatto della sostanza detergente-antisettica utilizzata
La cute delle mani deve essere sempre mantenuta integra, è quindi necessario impiegare creme emolienti quotidianamente soprattutto a fine giornata.
Non indossare unghie artificiali o estensori quando di ha contatto diretto con i pazienti.
E' sconsigliabile indossare anelli bracciali e altri monili, perchè rappresentano un ricettacolo di germi.
Tenere le unghie corte meno di 0,5 cm di lunghezza circa.
Per quanto riguarda le pratiche assistenziali al paziente, il lavaggio preoperatorio non è di nostro interesse, ci soffermeremo solo sulle altre tre procedure.
A domicilio difficilmente troveremo un lavandino dotato di rubinetto a gomito o a pedale, in caso di lavaggio antisettico è quindi necessario avere l'accortezza di chiudere il rubinetto utilizzando una salviettina monouso, anche quella utilizzata per asciugarci le mani, e tenere a portata di mano un erogatore di detergente e antisettico, e un distributore di salviettine monouso. Gli asciugamani di stoffa sono da evitare se dobbiamo operare in sterilità o se dobbiamo effettuare una pratica invasiva, ma possono essere utilizzati quelli personali per l'igiene della persona selezionandoli a seconda della zona da trattare. Inoltre è sconsigliato rabboccare i saponi detergenti , o antisettici, ma sostituirli di volta in volta lavando accuratamente il dispenser. 
I fattori che influenzano maggiormente l'efficacia del lavaggio delle mani sono:
  • sostanza chimica
  • azione meccanica
  • tempo
  • temperatura
E' necessario un tempo sufficientemente lungo (fattore tempo) e di strofinamento (fattore meccanico) perché il principio attivo (fattore chimico) agisca efficacemente. L'azione della temperatura sull'efficacia dell'intervento è minima, per cui sono l'azione meccanica e il tempo di applicazione a compensare la sua riduzione o l'aumento.
I prodotti da utilizzare sono mezzi detergenti e mezzi antisettici e il loro impiego è ben preciso:
con i primi si ottiene l'allontanamento meccanico della carica microbica transitoria in modo parziale;
con i secondi si esercita un azione antimicrobica su tutta la popolazione microbica presente (Gram positivi, Gram negativi, miceti e virus).
In ogni caso l'uso dell'antisettico deve essere sempre preceduto da un'accurata detersione.
I principi attivi di base utilizzati nei prodotti antisettici per il lavaggio delle mani sono:
  • Clorexidina
  • Polivinil pirrolidone iodio (Soluzione acquosa)
  • Irgasan DP 300 (Soluzione acquosa)
  • Alcoli (prodotti per la frizione delle mani) 
Differenti tipi di lavaggio delle mani.
Lavaggio sociale
Permette di allontanare la flora batterica transitoria o occasionale (quello acquisiti tramite il contatto con gli oggetti e le persone) ed è indicata nelle attività assistenziali a basso rischio infettivo.
Quando deve essere utilizzato?
  • all'inizio e alla fine di ogni attività assistenziale;
  • prima e dopo il trattamento che preveda contatti fugaci con la persona assistita;
  • prima e dopo il rifacimento del letto dell'assistito;
  • prima e dopo la distribuzione del pasto alla persona assistita;
  • prima e dopo la somministrazione di farmaci per via orale, i.m., e.v.;
  • prima e dopo cure igieniche parziali o totali;
  • dopo ogni operazione di pulizia routinaria;
  • prima e dopo aver mangiato;
  • dopo il contatto con materiale sporco o potenzialmente infetto;
  • prima di toccare materiale pulito;
  • dopo ogni atto assistenziale;
  • prima e dopo l'utilizzo dei servizi igienici ed essersi soffiati il naso;
  • prima e dopo l'utilizzo dei guanti;
  • prima di indossare i dispositivi di sicurezza personali per rischio biologico e/o chimico e subito dopo averli smaltiti.
La durata del lavaggio è di un minuto, da effettuare con rubinetto a gomito o a pedale, o utilizzando una salvietta monouso per toccare il rubinetto, utilizzando saponi liquidi in flaconi dispenser o monouso, e salviettine monouso in cellulosa.
Procedura.
  • rimboccare le maniche al gomito;
  • bagnare le mani e i polsi con acqua corrente;
  • prelevare la dose di detergente liquido e applicarlo nel cavo delle mani bagnate;
  • insaponare bene;
  • frizionare accuratamente gli spazi interdigitali e sottoungheali per circa 10 sec;
  • sciacquare ogni residuo di sapone mantenendo le mani in posizione più alta rispetto ai gomiti e lasciare il rubinetto aperto;
  • ripetere di nuovo l'operazione;
  • asciugare tamponando con salviette monouso eliminando l'umidità residua che potrebbe favorire la crescita di microrganismi;
  • chiudere il rubinetto con una salvietta monouso, anche quella utilizzata per asciugarci, se non si dispone di rubinetto a pedale o a gomito;
  • eliminare le salviette monouso nel contenitore dei rifiuti urbani.
Lavaggio antisettico
Consente di rimuovere la flora batterica transitoria e, in misura inferiore quella residente )stafilococchi e Gram per la maggior parte, ed è indicato nelle attività assistenziali:
Quando deve essere utilizzato?
  • prima e dopo l'effettuazione di procedure invasive da eseguire con tecnica asettica e sempre prima di indossare guanti sterili (medicazione di ferite, cateterismo vescicale, ecc..);
  • prima e dopo aver compiuto prestazioni a pazienti immunocompromessi;
  • dopo un contatto accidentale con materiale biologico o fonte contaminata da patogeni ospedalieri;
  • dopo il contatto con pazienti in isolamento o materiali infetti o presunti;
  • dopo aver pulito un'ambiente contaminato da secreti/escreti;
  • prima e dopo aver svolto qualsiasi attività ad alto rischio.

La durata del lavaggio antisettico è di 2 minuti, da effettuare con rubinetto a gomito o a pedale, o utilizzando una salvietta monouso per toccare il rubinetto, utilizzando un detergente-antisettico come la soluzione saponosa di PVP-iodio, clorexidina o comunque un prodotto fornito dalla farmacia, leggendo attentamente le istruzioni per il corretto uso riportato sulla confezione, e salviette monouso in cellulosa.
Procedura.
  • rimboccare le maniche fino ai gomiti;
  • bagnare le mani con acqua corrente;
  • distribuire una dose di antisettico o detergente antisettico su mani, polsi e avambracci;
  • frizionare accuratamente facendo attenzione agli spazi interdigitali, al dorso e al palmo delle mani;
  • lasciare la soluzione sulla cute per almeno un minuto;
  • sciacquare accuratamente con acqua corrente mantenendo più possibile le mani in posizione più alta rispetto ai gomiti;
  • ripetere l'operazione;
  • asciugare accuratamente tamponando la cute, eliminando l'umidità residua che potrebbe favorire la crescita di microrganismi;
  • utilizzare una salvietta monouso per chiudere il rubinetto se non è a pedale o a gomito;
  • eliminare le salviette monouso in un contenitore per rifiuti speciali.
Frizione antisettica con soluzione alcolica
Presenta le stesse indicazioni generali del lavaggio antisettico delle mani, non può essere eseguita nel caso in cui le mani siano sporche, dopo aver utilizzato servizi igienici, in caso di infezioni provocate da agenti sporigeni.
 Quando utilizzare la soluzione alcolica per l'igiene delle mani?
  • prima e dopo il contatto con la persona assistita;
  • prima di toccare un dispositivo invasivo per la cura del paziente, indipendentemente dall'utilizzo di guanti;
  • dopo il contatto con fluidi corporei o escrezioni, membrane mucose, cute non integra, o medicazioni;
  • quando ci si sposta da una parte del corpo contaminato ad un altro sito del corpo, durante la cura dell'assistito;
  • dopo il contatto con superfici, oggetti e mani dei parenti vicini al paziente;
  • dopo la rimozione di guanti sterili e non.
La durata della procedura è di 20/30 secondi, seguendo sempre le istruzioni che trovate sulla confezione della soluzione alcolica, reperibile in farmacia.
Procedura.
  • rimboccare le maniche fino ai gomiti;
  • distribuire una dose di soluzione su mani e polsi, eventualmente anche avambracci se si svolgono manovre antisettiche;
  • frizionare accuratamente, facendo particolare attenzione agli spazi interdigitali, al dorso e al palmo delle mani;
  • lasciare asciugare la soluzione sulla cute per almeno un minuto.
Per prevenire dermatiti scegliere sempre prodotti consigliati in base alla sensibilità individuale, mantenere la cute integra utilizzando correttamente i guanti, curare le mani con creme emollienti, asciugarsi tamponando evitando di sfregare la cute irritandola, non utilizzare acqua né troppo fredde né troppo calda per il lavaggio delle mani.
In caso di dermatite sostituire l'antisettico, o ricorrere permanentemente all'uso di guanti di protezione non in lattice e privi di polvere lubrificante.
Per una corretta educazione ai pazienti e ai parenti/visitatori, dimessi da una struttura è necessaria una giusta istruzione per coloro che necessiteranno di effettuare manovre asettiche a domicilio,  consegnando anche una copia delle istruzioni operative elaborate dal Ministero della Salute, per favore l'aderenza ad una corretta igiene delle mani.

 
 
 
 
 

Articoli pubblicati

Promozione del servizio di sopralluogo domiciliare per la messa in sicurezza degli ambienti domestici e la prevenzione ai fattori di rischio da caduta accidentale, gratuita.

Con il servizio di sopralluogo domiciliare verranno valutati, dal punto di vista della sicurezza alla deambulazione, e alla prevenzione di ...

Cerca nel blog

Autrice

Autrice
Alessia Pozzi