L'introduzione di strumenti artroscopici sempre più piccoli e di tecniche di distrazione della caviglia , hanno incrementato il numero dell'applicazione di questo metodo.
L'esecuzione di un'artroscopia diagnostica della caviglia dovrebbe essere riservata a quei malati che non hanno risposto alle terapie comuni mediche e fisiche e soprattutto dopo che tutti gli accertamenti strumentali possibili non hanno consentito di fromulare diagnosi di solore, instabilità po rigidità di caviglia.
Il paziente viene generalmente operato in anestesia loco-regionale o spinale,e viene spesso utilizzato il laccio alla radice dell'arto per lavorare in ischemia.
Il paziente viene posizionato su letto chirurgico supino, con reggipopplite, per ottenere una visione completa dell'interno dell'articolazione aiutandosi con un distrattore posizionato esternamente che consente, con una presa sul piede, di aumentare lo spazio in cui introdurre l'artroscopio.
Lo strumento ottico è utilizzato generalmente con un diamentro di 2,7 mm, la distensione della camera articolare avviene attraverso l'iniezione di soluzione fisiologica introdotta per gravità o attraverso una pompa.
L'introduzione degli strumenti avviene attraverso piccole incisioni generalmente antero-mediali, antero-laterali, rispettando le strutture anatomiche tendinee vascolari e nervose. Al termine dell'intervento vengono suturate le ferite e viene applicato un bendaggio compressivo, seguirà un periodo si scarico e di riabilitazione in base al riscontro dell'artroscopia.
Questo trattamento è indicato per:
- le lesioni da conflitto dei tessuti molli che determinano sintomi articolari di natura meccanica spesso originati da traumi;
- presenza di bande fibrose cicatriziali o aderenza che determinano riduzione delll'articolarità della caviglia;
- sinovite reumatoide, sinovite villonodulare;
- corpi mobili;
- osteofisi anteriore, lesioni condrali dell'astragalo;
- artrosi;
- instabilità della caviglia;
- infezioni.
Generalmente le principali controindicazioni sono rappresentare dalle infezioni locali delle parti molli o infezioni sistemiche, oppure una grave artropatia degenerativa della caviglia, senza dimenticare l'età e le condizioni generai di salute del paziente.
Complicanze:
- infezioni superfici, artrite settica;
- emartri e versamento articolare;
- trombosi venosa e embolia polmonare;
- danne nervosi o vascolari per lesioni iatrogene di nervi o vasi;
- fratture iatrogene per inadeguata distrazione della caviglia;
- cicatrici cheloidee;
- fallimento per dolore residuo;
- dolore persistente;
- lesioni cartilaginee iatrogene;
- rigidità della caviglia;
- zoppia.


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