(OMS)''La salute è uno stato di benessere fisico, mentale e sociale e cono consiste soltanto in una assenza di malattia o di infermità''
''La salute è una condizione di armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico dell'individuo dinamicamente integrato nel suo ambiente naturarle e sociale''
La salute è quindi una condizione di equilibrio dinamico, quando questo equilibrio è costante si parla di salute dell'uomo.
I meccanismi che la persona utilizza per adattarsi adeguatamente alle varie situazioni sono di tipo biologico (es. infiammazione), psicologico (e. ansia), sociale (es. esercitare un ruolo). L'insieme dei meccanismi che permettono il mantenimento dello stato di equilibrio all'interno dell 'organismo di definisce ''omeostasi''.
Situazioni e condizioni di vita comportano continui stimoli al processo omeostatico che determinano cambiamenti nella persona, tali stimoli s vengono detti agenti stressanti.
L'organismo tanta di mantenere l'equilibrio med annullare l'effetto dello stress attraverso l''adattamento''.
Con i meccanismi di adattamento l' organismo reagisce allo stress del vivere quotidiano. Se questa reazione è positiva il risultato sarà di adattamento , quindi di salute. Se, invece, la reazione è negativa il risultato stato di disadattamento quindi di malattia.
Quando lo squilibrio è marcato si instaura la malattia che richiede cure , e intervento dello specialista.
La malattia limita compromette , realmente o potenzialmente , le funzioni della persona. Inizialmente si avverte una sensazione di malessere. Successivamente si può assumere comportamenti di malattia che sono: stanchezza, irritabilità, indebolimento, perdita del sonno e dell'appetito, dolori diffusi specialmente alla testa e alla schiena, La persona comincia poi ad identificare i sintomi della malattia e assume tutti i comportamenti di dipendenza tipici del ruolo e del malato, o vantaggio secondario della malattia, in quanto tutta le attenzioni sono rivolte su di lui.
La persona colpita da una qualsiasi situazione di malattia presenta una reazione emotiva più o meno intensa. La reazione è in relazione al vissuto della persona. Le probòematiche4 psicologiche collegate alla malattia me all''essere malato'' hanno una grande rilevanza per la persona che vive tale situazione e vanno tenute in grande considerazione.
La malattia è un evento frustrante, se il livello dell’ansia non viene contenuto, questa può diventare pericolosa per la persona, che per contrastarla mette in atto i meccanismi di difesa che sono meccanismi di adattamento all’ evento morboso.
Il primo meccanismo di difesa all’ansia è la regressione: il soggetto diventa passivo, totalmente dipendente dagli altri, e può diventare depresso. Questa comportamento ostacola la riabilitazione e prolunga il periodo di convalescenza.
Il secondo meccanismo di difesa all’ansia è l0’aggressività: il soggetto è diffidente, ostile , insoddisfatto, non collaborante non aderente allee cure. La persona proietta l’ansia verso l’ambiente che lo circonda rendendo la relazione molto disturbata.
Il terzo meccanismo di difesa all’ansia è la negazione: la persona rifiuta di prendere in considerazione la su situazione di salute o parla della sua malattia come non grave, altre volte ne può parlare in modo distaccato come se non lo riguardasse.
E’ importante conoscere questi meccanismi di difesa ed essere in grado di individuare i comportamenti a cui si riferiscono per impostare una comunicazione terapeutica positiva.
Perchè la comunicazione sia terapeutica occorre:
considerare la persona in quanto tale, con la sua esperienza, le sue paure , le sue capacitò, ecc..;
dar modo alla persona di manifestare le sue ansie, e tutte le sue paure riguardanti la situazione morbosa che sta vivendo;
ricercare le cause e le situazioni che spersonalizzano il rapporto al fine di rompere gli schemi della routine assistenziale;
avere la consapevolezza che la comunicazione terapeutica aiuta la persona malata ad approfondire comportamenti positivi in termini di salute;
considerare la malattia come un evento frustrante che può provocare crisi di identità, ma che resta sempre un esperienza di vita e come tale va considerata e vissuta;
Avere la consapevolezza che la comunicazione terapeutica si realizza veramente quando due persone sono in contatto , in relazione.
La conoscenza del mondo famigliare permette di comprendere meglio la persona in quanto si considerano globalmente tutte le influenze del modo di comunicare e vivere la malattia.
Anche i famigliari, come l’assistito, possono manifestare le reazioni alla malattia, cioè ansia o meccanismi di difesa nei rapporti con l’assistito e/o nei rapporti chi lo assiste.
Nella comunicazione della famiglia deve essere sempre tenuta presente la norma del codice penale riguardante nil segreto di ufficio, inn quanto solo il/i famigliare/o indicato/i dall’ assistito o possono venire a conoscenza delle informazioni che lo riguardano.
Tutti coloro che si indirizzano ad esercitare la propria attività nell’ambito sanitario devono possedere una caratteristica: la disponibilità al lavoro sociale, cioè dichiarare di essere pronto a rispondere fattivamente che la propria attività è applicata al conseguimento dei valori che la collettività si è data e d è al servizio del miglioramenti dele condizioni di vita del singolo e della collettività. Prestare la propria opera per aiutare la persona a prendersi carico del proprio ”essere persona” e rispettare gli altri in quanto persone con i propri valori e i l proprio credo.
Principi etici:
della dignità della persona;
dell’uguaglianza degli individui;
della libertà decisionale che ciascun uomo ha:



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